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Ancora una volta, eccoci qui, al confine dell’avventura…curiosi per ciò che ci aspetta, ansiosi di condividerlo e con una grande energia nel corpo e nello spirito.
Si parte, dunque! Sette giorni di cammino in un territorio a dir poco sorprendente: un luogo che ti cattura, ti lega ma allo stesso tempo ti tiene a distanza…ti promette molto ma non è detto che lo mantenga, ti affascina e ti respinge…
Un luogo magico, coinvolgente ed austero, che ti prende l’anima e te la rende subito dopo….ma ormai incatenata per sempre.
Questa è l’atmosfera che abbiamo respirato alla corte del “Re di Pietra”, un mitico, straordinario, eccelso, supremo, austero Re: Sua Maestà il Monviso… Una montagna storica, ideale e simbolica per il nostro popolo ma anche per l’immaginario collettivo: una forma ardita, a piramide, che si nota da grandi distanze (il nome non è dato a caso: Monte Viso significa “montagna visibile”) e che da subito si era mostrato nella sua imponenza e nella sua maestosità.
Non per nulla, è stato paragonato ad un Re…E nel regno di tale sovrano il nostro gruppo ha viaggiato a lungo, arricchendo di vita le proprie esperienze e di esperienza la propria vita: tante piccole tessere di un variatissimo e particolare mosaico che ha portato i suoi colori (e che colori!) attorno all’immoto e solenne monarca…un mosaico del tutto singolare, arricchito da molte speciali “sfumature”, tanti particolari caratteri. C’erano le ragazze…Diana (la Cerbiatta), Noemi (l’Amazzone), Francesca (la Principessina) ed Alice (…nel Paese delle Meraviglie…). Ma c’erano anche i ragazzi, più numerosi ma assolutamente ben “arginati” dalle fanciulle: Matteo (il Fantasioso), Alessandro (il Guerriero), Enzo (il Conoscitore), Davide (il Pragmatico), Fabio (il Riflessivo) e Mattia (il Tenero). Ma non è finita…dalle zone dell’Oltralpe orientale (Slovenia) sono giunti fin qui, a completare il quadro, anche Tilan (l’Esplosivo), Casper (il Pacifico), Jacob (il Timido) e Yanez (l’Irriverente).
E a far da cornice a tanto colore (davvero una bella cornice!), erano con noi anche..”gli adulti” (ma un po’ fanciulli nell’animo…): Lorenzo (il Riservato), Stefano (il Gaudente), Umberto (il Diplomatico), Natale (il Silente), Valentina/Nina (la Tenace), vero e proprio “angelo custode” dei ragazzi sloveni, Andrea (il “tosto” Anticonformista), Giorgio (il Razionale), Daniele (l’Estroverso), Luca (il Prudente), la dolcissima (ma Inossidabile) Lidia ed il Granitico, Gagliardo, Rassicurante, Onnipresente e Generosissimo Franco, fantastico organizzatore e dispensatore di sorrisi, fermezza, consigli, ma anche, all’occorrenza…tante coccole !Un gentile ospite ci ha seguito nell’ultima tappa…un uomo che nella sua vita ha tanto amato (e tuttora ama) la montagna e la sua cultura e per essa si è speso, per tanti anni, a volte al limite dello stremo per la grande fatica costatagli: Annibale Salsa, ex “comandante” del Sodalizio di cui il Monviso è il simbolo e la culla, il cui importante nome ci riporta alla memoria quello di un altro mitico condottiero, originario della grande Cartagine, che guarda caso -narra la leggenda- pare fosse passato, ai suoi tempi (218 a.C.) proprio da queste parti, esattamente sotto il Colle delle Traversette, attaccando le rocce circostanti con fuoco ed aceto (sì, proprio così…aceto gettato sulle rocce surriscaldate dalle fiamme, per renderle più fragili sotto i colpi dei picconi..) per tentar di crearsi un varco verso l’Italia…
In quello che è sembrato solo un breve attimo, il nostro viaggio è giunto alla sua tappa conclusiva, dopo esserci “immersi” per una settimana nei panorami mozzafiato delle valli del Monviso, Po e Valdesi, respirato la loro aria purissima, ammirato le cime ardite (i…”cortigiani” del Re: punte Udine e Venezia, Visolotto, Viso Mozzo…) traversato, con molta prudenza, ripidi ed abbaglianti nevai, camminato su pietraie che parevano infinite, costeggiato laghi minuscoli ma di una bellezza incredibile (sembra che uno di essi sia la vera sorgente del Po, non quella al Pian del Re…), visitato luoghi al di fuori del tempo, ove la favola si faceva realtà (come la magica “valle delle pietre rialzate”…), ma anche gioito dell’azzurro intenso del cielo (non sempre presente…purtroppo), delle innumerevoli tonalità di verde di alberi e prati (i Cembri silenziosi del bosco dell’Alevè…ma non solo), delle strepitose, sorprendenti fioriture, emozionati dal fascino discreto degli animali incontrati…i veri testimoni dell’anima più profonda delle montagne..
E al termine di ogni tappa, bello veder spuntare la rassicurante sagoma del rifugio…per quanto spartano, era pur sempre una piccola, colorata oasi fra i “giganti” (di pietra o di nebbia) che ci avevano costantemente seguito: bello provare quel piccolo, gioioso tuffo al cuore, preludio di un meritato ristoro per il corpo e per lo spirito (evviva il “Risiko”…quando c’è!). Savigliano, Vallanta, Granero, Jervis, Lowrie, Sella, Alpetto…altrettante tessere del piccolo grande mosaico che si andava arricchendo col procedere dell’avventura…ognuno con le sue “sfumature”, il suo carattere, l’accoglienza, il tepore, il confort…e perché no: la bellezza…
Piccole gemme incastonate nel cuore della montagna, ricovero di passanti, viaggiatori ed alpinisti…preciso, inequivocabile segno della magnanimità del Re….Una grande, intensa, coinvolgente avventura… a volte dura, faticosa ma che ha fortemente “temprato” le capacità di resistenza fisica e morale…forse, a volte le “regole” parevano troppo rigorose, a volte l’ottimismo ha un po’ vacillato e la fiducia nelle proprie forze venuta meno…ma non importa, la montagna è così : severa e generosa, rigorosa a amorevole, minacciosa e bellissima…e al suo cospetto si impara sempre qualcosa... E allora…cosa ci ha ancora insegnato questa volta, la montagna…? Tanto, tantissimo… innanzitutto, il rispetto e la cura per sé stessi : essa, quando vuole è davvero implacabile, e non ammette leggerezze nel proteggersi dal suo abbraccio possente.
Poi…un grande rispetto per lei e per quanto di buono essa può offrire all’ospite : è certo fantastico vedere il mondo da una vetta (che grande soddisfazione, giungere “in punta” al Viso Mozzo alle prime luci dell’alba…), ma la bellissima “corte regale” da noi attraversata, che in termini di meraviglia non è affatto da meno di una cima, può mantenersi inalterata nel tempo (donando gioia ed appagamento a tutti i…sudditi che vorranno visitarla) solamente con grande amore, attenzione e rispetto per tutto ciò che in essa trova vita, rifugio e sostentamento, per le sue forme ed i suoi colori, per la sua materia e per i suoi equilibri (ebbene sì, anche quello del cibo!). Un luogo, quella “corte”, che un cuore romantico potrà vedere come un castello incantato e un animo “concreto” può invece considerare solamente una banale, faticosa tappa verso la meta….ma su tutti essa esercita l’indiscussa capacità di strapparci “fuori dal quotidiano” ed obbligarci a “viverla” intensamente : con forza e decisione, senza mezzi termini.
Non si può rimanere -mai- indifferenti, alla corte del Re di Pietra…
E così è stato anche per il nostro caleidoscopico gruppo: certamente, diversi fra loro saranno stati i segni che questo viaggio (decisamente non un semplice “passaggio”) ha profondamente tracciato su ogni “tesserina” del nostro colorato mosaico, e non si sbaglia affatto se si afferma che questi segni non verranno mai cancellati.
Nel bene o nel male, ma mai…C’è una bellissima frase, che può degnamente concludere e riassumere quanto abbiamo vissuto e ci auguriamo di poter ancora vivere più e più volte : è di un grande poeta, scrittore ed alpinista italiano, nato a metà Ottocento nelle Alpi Giulie da madre slovena e padre austriaco, testimone di un modo di andar per montagne (da lui sinceramente e profondamente amate) romantico e rispettoso della natura. Per lui, non era importante tanto la conquista della vetta, ma l’esperienza interiore vissuta con i compagni…
Stiamo parlando di Julius Kugy :
“A tutti gli alpinisti auguro una montagna che li accompagni per le vie della vita…”
Dolores
SETTIMANA UIAA ALPINISMO GIOVANILE PROGRAMMA
"Il Re di Pietra"
Giro del Monviso e delle Valli Valdesi.
Tutti gli anni la UIAA Youth Commission organizza in
collaborazione con le realtà locali varie manifestazioni aperte ai giovani delle varie associazioni alpinistiche della UIAA (Unione Internazionale delle Associazioni Alpinistiche), per l'anno entrante le commissioni di Alpinismo Giovanile delle Sezioni di Saluzzo e Racconigi, tramite la nuovissima Scuola
di Alpinismo Giovanile "Quota 3841" propongono un trekking interessantissimo dal punto di vista naturalistico, ambientale, storico, in effetti sono inseriti il più vecchio tunnel delle Alpi, il Rifugio Alpetto, storico rifugio del CAI e il primo del Monviso, oltre a ricordare l'impresa di William Mathew che il 30 agosto 1861, con le Guide Frederick Jacomb, Jean Baptist Croz e Michel Croz ha conquistato per la prima volta la cima del Monviso, che ci accompagnerà per gran parte del percorso. I partecipanti arriveranno domenica 24 luglio entro le ore 14,00 a Saluzzo, con il pullman si raggiungerà Pontechianale e il Rifugio Savigliano per il benvenuto, la presentazione del trekking e la prima notte"Il Re di Pietra"
Giro del Monviso e delle Valli Valdesi
I sentieri che noi faremo nei sei giorni:
Primo Giorno – Lunedì 25 Luglio
Il trekking inizia dal Rifugio Savigliano (m 1740), seguiremo il sentiero Lanzetti fino alle Grange del Rio, per prendere il Vallone di Soustra, attraversare il Passo della Losetta (m 2872), per poi scendere al Rifugio Vallanta (m 2450) per la notte. (ore 6,30/7)
Secondo Giorno – Martedì 26 Luglio
La mattina si sale al Passo di Vallanta (m 2811), si attraversa la Valle del Guil fino al Rifugio Monvisò (m 2469) per salire al Buco di Viso (m 2882) e al Colle delle Traversette (m 2950), dopo una breve discesa si sale al Colle di Seillerino (m 2884) per poi scendere al Rifugio Granero (m 2377) per la notte. (ore 7/7.30)"Il Re di Pietra" Giro del Monviso e delle Valli Valdesi
Terzo Giorno – Mercoledì 27 Luglio
Più leggero dei primi due giorni, si scende alla Conca del Prà, al Rifugio Willy Jerwis (m 1732), per salire la carrareccia del Colle Barant (m 2373) per visitare il giardino botanico del"Peyronel", per scendere al Rifugio Barbara Lowrie (m 1753) per il riposo serale e per conoscere la storia dei Valdesi che vivono in queste vallate. (ore 5,30/6)
Quarto Giorno – Giovedì 28 Luglio
Al mattino una salita ci riporta in Valle Po attraverso il Colle di Armoine (m 2692), per andare, con una veloce
salita, al Rifugio Giacoletti (m 2741), incastonato alla base delle punte Udine e Venezia. (ore 5,30/6)"Il Re di Pietra" Giro del Monviso e delle Valli Valdesi
Quinto Giorno – Venerdì 29 Luglio
Percorrendo il sentiero alla base della parete nord del Monviso, seguendo la riva del Lago Chiaretto (m 2261) per vedere il Rifugio Quintino Sella (m 2640) per andare al Rifugio Alpetto (m 2268) per visitare il nuovo museo
Alpino voluto dalla Sede Centrale del Club Alpino Italiano, per ritornare al Rifugio Sella per il pernottamento. Al
Rifugio un breve intervento sulla prima salita al Monviso di William Mathews e della prima italiana di Quintino Sella. (ore 5,30/6)
Sesto Giorno – Sabato 30 Luglio
Ormai siamo alla fine dell'avventura e le ripide salite finiscono con la breve salita ai Passi Gallarino (m 2727) e San Chiaffredo (m 2764), percorrendo le sponde di alcuni laghi e i sentieri pietrosi ci si inoltra attraverso il bosco di pini Cembri del"Il Re di Pietra" Giro del Monviso e delle Valli Valdesi bosco dell'Alevè, dove si possono vedere alcuni nidi della formica Ruffa. Raggiunto il torrente Vallanta (m 1912) e attraversato il suo ponte, con all'incirca un ora di cammino si raggiunge la chiesa di Castello (m 1603) e la lapide restaurata messa sulla parete laterale l'anno scorso, la lapide era stata posta anni fa in vista del Monviso dalla sede Centrale del Club Alpino Italiano per ricordare la prima salita al Monviso da parte di Quintino Sella. (ore 5) Per concludere una così bella escursione, invitiamo tutti i partecipanti a stare ancora un giorno nella nostra cittadina, per visitare Saluzzo e le sue bellezze. E dopo, nel pomeriggio di domenica 31 Luglio, gli ultimi saluti e tutti a casa. All'evento sono invitati i giovani da 14 a 17 anni, dalle varie realtà dell'Europa e del Mondo, normalmente partecipano anche alcuni accompagnatori, specialmente se i giovani arrivano da molto lontano. Per l'evento attorno al Monviso sono previsti 30 posti, 25 per gli invitati e 5 riservati ai nostri Accompagnatori di Alpinismo Giovanile. Agli incontri di presentazione e chiusura del Trekking sono invitati esponenti a livello centrale e locale del Club Alpino Italiano e anche personalità di rappresentanza locali. |
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